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Artista di corte

Nel 1504 Lucas Cranach (1472-1553) ottenne l’incarico di pittore ufficiale presso la corte del principe elettore di Sassonia, Federico il Saggio, succedendo al veneziano Jacopo de’ Barbari.
A soli trentadue anni, e dopo un primo periodo di attività ancora oscura agli studi biografici (il pittore soggiornava a Vienna prima della nomina alla corte sassone), Cranach si aggiudicò il ruolo di maggiore spicco a cui potesse aspirare un pittore del tempo, nell’ambito di una delle corti più importanti e decisive sul piano politico, culturale e religioso dell’Europa centro-orientale. Residenza dell’elettore sassone del “Sacro Romano Impero della Nazione Germanica”, era un centro culturalmente aggiornato; per la stessa corte aveva lavorato, in due occasioni di committenza, il grande pittore di Norimberga, Albrecht Dürer.
L’attività di Cranach per i principi sassoni durerà per quasi cinquant’anni, terminando solo con la morte avvenuta nel 1553. Una carriera prolifica e fortunata che gli garantì, insieme con la protezione dei suoi mecenati, tutti i privilegi e le gratificazioni che ne conseguivano: oltre a uno stipendio annuo fisso – ben cento fiorini - alla scelta di un alloggio in città, persino alla fornitura degli abiti per sé e per la sua bottega, la possibilità di lavorare per altri committenti privati e, dal 1508, il diritto, non comune, di possedere uno stemma, un serpente alato che compare in alcuni suoi dipinti. Egli assunse il ruolo di interprete del gusto e delle esigenze propagandistiche della dinastia dei Wettin, per i quali eseguì una amplissima gamma di lavori, dai ritratti di corte ai dipinti di soggetto religioso e mitologico, alle scene di caccia, alla decorazione pittorica delle sale dei castelli sassoni ma anche l’ideazione di apparati effimeri per le feste e le parate di corte, la fornitura di disegni per medaglie e stendardi, la decorazione di mobili. Egli divenne in ogni campo un modello di riferimento per gli artisti tedeschi e nord-europei.
Il ruolo di artista di corte, la fedeltà ai signori di Sassonia, gli procurarono anche incarichi diplomatici, come sembrerebbe nel caso del viaggio compiuto nel 1508 nelle Fiandre Borgognone presso l’arciduchessa Margherita d’Austria, esperienza fondamentale per la sua produzione artistica matura. E sarà ancora l’ormai anziano pittore a essere chiamato a colloquio dall’imperatore Carlo V dopo la battaglia di Mühlberg (1547), durante la quale era caduto prigioniero il principe Giovanni Federico che lo condurrà con sé nell’esilio ad Augusta.


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