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Artista di corte - Le origini della civiltà: l'Eta' dell'Oro

Nel chiuso di un giardino ricolmo di fiori e di alberi da frutta, vive e danza un’umanità primigenia in armonia con il creato. Fiere e animali pacifici condividono con gli uomini lo stato di grazia di un mondo ideale separato dal paesaggio circostante da un basso recinto.
Le due tavole presenti in mostra (due delle tre versioni conosciute, la terza è di collezione privata) evocano il tema idilliaco della felice, perduta ”età dell’oro” degli albori della vita umana, memore della tradizione classica trasmessa dai poemi antichi e in particolare da Esiodo ne Le opere e i giorni. L’autore immagina la storia della civiltà come una progressiva perdita dello stato di grazia primigenio che si compie attraverso quattro età successive. Sembrerebbe questa la fonte letteraria da cui Cranach poté trarre ispirazione sia in questo caso che nelle serie degli Uomini selvaggi (o L’età dell’argento) e de La famiglia del Fauno che raffigurano stadi inferiori e brutali della condizione umana.
L’ambientazione ideale dei due dipinti in esame – dissimili solo per leggere varianti compositive - è ispirata alle raffigurazioni tardo medievali dell’hortus conclusus e dei “paesaggi a tappeto” dei cicli ad affresco tardogotici, nello spazio privo di profondità e nella fitta trama della vegetazione, tessuta come su un prezioso arazzo. La somiglianza iconografica con il Giardino dell’Eden dello stesso Cranach è anche una somiglianza tematica: la tradizione greca esiodea era in accordo con la visione biblica del destino umano, della perdita del Paradiso terrestre e del doloroso percorso di riconciliazione fra l’uomo e Dio. Temi, quelli di un tempo felice e perduto, diffusi anche nella pittura rinascimentale italiana già dalla fine del Quattrocento. Si pensi alla complessa allegoria della Primavera di Sandro Botticelli, raffigurazione emblematica del regno di Venere e delle Grazie nel giardino fiorito ricco dei doni della terra.
Nelle Età dell’oro di Cranach il legame con la committenza di corte è suggerito dalla scelta del tema umanistico e, con maggiore evidenza nella tavola di Oslo, dalla presenza del castello di Hartenfels a Torgau, che compare sulla rupe in alto a sinistra. L’età dell’oro rivive così il suo splendore sotto il governo dei signori di Sassonia.