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Artista di corte - Le origini della civiltà: la Famiglia del Fauno

Nel dipinto del Paul Getty Museum di Los Angeles un Fauno siede in muto dialogo con una donna in piedi davanti a lui, accompagnata da due fanciulli. La scena idilliaca non ha un riferimento narrativo preciso, è piuttosto l’evocazione mitica di uno stato primevo, incontaminato, dell’umanità. Sullo sfondo del paesaggio, riflesso nel quieto specchio d’acqua, è raffigurato un piccolo borgo, una traccia di civiltà in contrasto con la vita silvestre dei personaggi in primo piano. La raffigurazione di satiri, creature emblematiche di una vita naturale regolata da istinti fondamentali, ricorre spesso nelle arti figurative italiane e tedesche coeve.
Il dipinto, non datato, potrebbe risalire agli anni intorno al 1526 per la somiglianza tipologica e tematica con le serie sull’Apollo e Diana dello stesso Cranach, con le quali vi è anche una somiglianza nel formato.
Il prototipo della tavola di Los Angeles sembrerebbe un dipinto del pittore fiorentino Bachiacca raffigurante la Famiglia di Adamo, debitore a sua volta di una invenzione iconografica di Perugino, l’Apollo e Marsia del Louvre.
La tradizione italiana viene declinata nel linguaggio tedesco e borgognone che caratterizza lo stile di Cranach.
Simile al dipinto del Getty, tranne per leggere varianti iconografiche, la Famiglia del Fauno di collezione privata è datato al 1531 e reca il monogramma del serpente alato, segno del legame con la corte sassone per la quale Cranach produsse una notevole quantità di immagini ispirate al mito delle origini dell’umanità.
Allo stesso periodo si può far risalire la Scena mitologica di Münster, come suggerisce il carattere del paesaggio sullo sfondo. Rimane ancora oscura, in questo caso, l’interpretazione del soggetto, ritenuto in passato un episodio della vita dei progenitori dopo la cacciata dal Paradiso terrestre.

 

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