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Il potere delle donne - Temi profani: Aristotele e Fillide

La storia di Aristotele e Fillide ha origini medievali e si ritrova in diversi testi del Trecento e del Quattrocento, nei quali si racconta di come Aristotele rimproverasse al suo scolaro Alessandro Magno il rapporto amoroso con la bella Fillide, ritenuto nocivo all’attività della scienza, fino al punto di ordinare al padre di proibire l’incontro della coppia. La saggia Fillide però rese pazzo d’amore persino il vecchio sapiente, tanto da costringerlo a farsi cavalcare sulla sua schiena.
Questo soggetto si rifà al tema della “Weibermacht”, il potere seduttivo della donna capace di dominare l’uomo fino a umiliarlo e renderlo ridicolo, e venne ripreso da numerosi artisti tedeschi, come é dimostrato da incisioni e decorazioni di varie suppellettili; in particolare, Cranach sembra essersi ispirato a una stampa eseguita nel 1519 da Hans Burgkmair. La posa bizzarra del vecchio filosofo è infatti pressoché la stessa, a carponi con le gambe divaricate, mentre sulla sua schiena è Fillide, riccamente abbigliata e dominatrice dei moti d’affetto di Aristotele (si noti come con la mano sinistra la donna impugni saldamente una ciocca di barba del filosofo). Quest’ultimo, sopraffatto, si volta verso la causa del suo delirio amoroso, mentre lo sguardo di Fillide, malizioso e sensuale, si rivolge all’osservatore, quasi a cercare conferma del proprio potere. La scena è ambientata all’interno di una fitta boscaglia, sulla quale si stagliano il rosso e il turchese delle vesti.
Il dipinto, realizzato nel 1530, risulta essere un’opera unica, mai più ripetuta dall’artista, anche se è noto che Cranach nel 1524 aveva affrontato lo stesso tema su un tessuto dipinto, ora perduto, destinato al castello di Lochau.