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Le immagini della Fede

La Riforma luterana segna uno spartiacque nella storia europea, portando rinnovamento spirituale, ma anche guerra e secoli di dissenso. Fu Lucas Cranach, amico personale di Lutero, a dare alla Riforma il suo aspetto esteriore, trattando vari soggetti religiosi in una maniera sostanzialmente nuova. Fu lui a disegnare le illustrazioni xilografate per il primo polemico libello riformista, il Passional Christi und Antichristi. Il genere umano, secondo gli insegnamenti del riformatore, poteva trovare giustificazione di fronte a Dio solo per mezzo della fede, e non attraverso le opere buone. Uno dei principi fondanti della nuova dottrina fu quello della semplificazione iconografica, ben rappresentato nella Crocifissione, dove ogni elemento del racconto evangelico è soppresso, o altrimenti ridotto in funzione di una rilettura in chiave luterana, come nel Sacrificio di Abramo.
Nel tema delle Madonne con Bambino, Cranach rivela la forte ascendenza del modello italiano, e in particolare umbro, sia nella composizione sia nella scala cromatica; se ne distacca tuttavia in una della sue componenti essenziali, quella del muto dialogo tra madre e figlio, mai del tutto assente nelle opere italiane. Nelle preziose immagini di Cranach la diversa costruzione spaziale lascia emergere il sognante distacco della Madonna, assorta sullo sfondo di paesaggi bidimensionali, inseriti come un intarsio sulla superficie del dipinto. Il paesaggio nordico, boscoso e misteriosamente popolato di piccoli esseri mostruosi, come nel San Girolamo, è ripreso nella Visione di Sant’Eustachio, che insieme con la raffinatissima Santa Barbara, rimanda con evidenza a modelli del mondo cortese.
Al mondo biblico appartiene la storia dei progenitori, Adamo ed Eva. Cranach ha rappresentato il tema sotto lo stimolo delle creazioni di Dürer sin dal 1509. Se nelle prime raffigurazioni del soggetto il pittore sembra concentrarsi sulla resa della figura umana che si staglia su sfondo nero, nella seconda metà degli anni venti del Cinquecento inizia a interessarsi soprattutto del rapporto fisico e psicologico tra i due protagonisti. Anche il veneziano Marco Basaiti, nelle tavole della Galleria Borghese, rielaborò liberamente l’esemplare düreriano, testimoniando un interessante transfer tipologico dalla Germania all’area veneta.
Le immagini dei progenitori realizzate da Cranach e presenti in mostra, pur appartenendo tematicamente all’iconografia veterotestamentaria, possono ben collocarsi tra i soggetti erotici e sensuali prodotti dal pittore a partire all’incirca dal 1525. È infatti verosimile supporre che gli acquirenti di tali opere le apprezzassero non tanto per il loro significato teologico, quanto piuttosto per l’insolita e ammiccante sensualità.