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Le immagini della Fede - Il sacrificio di Abramo

Nell’Antico Testamento (Genesi 22) Dio chiese ad Abramo di sacrificare in nome della sua fede il proprio unico figlio Isacco. Nella tavola in questione, sdoppiando i due momenti temporali della storia, Cranach pone sullo sfondo i quattro protagonisti come minuscole figure (Abramo, Isacco e i due servi con l’asino) mentre si dirigono verso la collina del sacrificio e, in secondo piano, rappresenta l’atto cruciale dell’azione che si compie sulla rupe.
I due servitori che sostano al centro della scena, pigramente distaccati dall’evento eppure strettamente correlati a esso, rivestono un ruolo significativo in chiave riformata. Secondo il dettato cristiano, Abramo era spinto a compiere il crudele gesto dall’obbedienza e dalla fiducia incondizionata nel Signore. Nella visione luterana invece, Abramo non agiva per remissività totale al volere di Dio, bensì per azione della fede (sola fide), che è la chiave della salvezza del genere umano e grazie alla quale era rinato come uomo nuovo.
Nella composizione della scena, i servi sono raggruppati secondo uno schema triangolare, che riproduce specularmente il gruppo formato da Abramo, Isacco e l’Angelo. Anche dal punto di vista cromatico, c’è un collegamento tra i servitori e i personaggi sacri, ripreso dalla veste porpora e dalla sfumatura verde-azzurra delle braghe del servo posto in piedi che riprende l’abbigliamento di Abramo.