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La La Sensualità femminile tra sacro e profano - Le Lucrezie: Lucrezia (Kassel)

A differenza degli altri dipinti raffiguranti il medesimo soggetto, Cranach rappresenta la patrizia romana fino alle ginocchia, vestita da un ricco abito bianco e verde con sopravveste rossa foderata di pelliccia. Sul petto nudo la dama ostenta ricche collane d’oro e perle; perfino i capelli sono raccolti in un’acconciatura preziosa ed elaborata.
Vari elementi contribuiscono a rendere insolita la composizione: la corporatura della donna, il riferimento paesaggistico, nonché l’attuazione stessa del suicidio; mentre nelle altre versioni la donna romana tiene il pugnale con una sola mano, qui la protagonista è pronta a trafiggersi, secondo l’iconografia fiamminga, impugnando lo stiletto con entrambe le mani, sferrando il colpo dal basso verso l’altro. La sua posizione frontale riempie tutto il dipinto e fa sì che l’osservatore si senta maggiormente partecipe dell’accaduto.
La fisionomia florida dell’eroina, l’inclinazione del capo e il suo volgere lo sguardo verso l’osservatore avvicinano il dipinto di Kassel alla tipologia delle Lucrezie eseguite da Tiziano intorno al 1510, ma trovano altresì un forte riscontro nella tavola di Palma il Vecchio conservata presso la Galleria Borghese e presentata in mostra. Non è da escludere che Cranach possa essere stato direttamente influenzato dal dipinto del maestro veneto, datato da tra il 1510 e il 1528.

 

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