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La La Sensualità femminile tra sacro e profano - Le Lucrezie: Lucrezia (Kreuzlingen)

Il dipinto, datato intorno al terzo decennio del XVI secolo, ritrae Lucrezia con un abito sfarzoso che le lascia il petto denudato. La patrizia romana è colta nell’attimo che precede il suicidio mentre sta per conficcare con la mano destra il pugnale nel petto e con la sinistra tiene stretto l’abito. I capelli al vento esprimono la profonda inquietudine della donna e accrescono la drammaticità dell’evento, data anche dall’isolamento della figura su uno sfondo completamente oscurato.
Il formato ovale è stato probabilmente ottenuto modificando la tela originale. I tratti fisionomici della donna, alquanto florida anche nel dettaglio delle dita, potrebbero far pensare alla raffigurazione di un personaggio reale.
La seriale rappresentazione delle Lucrezie indica la particolare fortuna di tale soggetto, prediletto dalle nobildonne del tempo in quanto vera a propria icona di virtù coniugale. Al tempo stesso l’iconografia legata alla vicenda offriva spunti idonei alla rappresentazione di interni eleganti, così come di vesti e monili propri del ricco entourage della corte, prestandosi al contempo ad accenni di carattere erotico.

 

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