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I volti delle persone

La carriera di Cranach è largamente connotata dalla produzione ritrattistica. Cimentatosi sin dagli esordi della propria attività con tale genere artistico, il pittore realizzò numerosi ritratti, destinati non solo agli esponenti della corte sassone, ma anche ai loro ospiti di rango o ai rappresentanti delle case regnanti alleate, aprendosi così la strada verso nuovi committenti, soprattutto nell’ambito della nobiltà tedesca.
La grande quantità delle commissioni fece sì che Cranach elaborasse per il genere uno stile semplificato e rapido, che poteva essere adottato anche dai suoi collaboratori con “prestezza”, creando una produzione di ritratti praticamente seriale, sebbene non manchino esempi di alta qualità di mano del maestro.
A livello formale, in questo settore Cranach fu debitore di influenze stilistiche derivate tanto dal connazionale Dürer quanto dalle soluzioni formali ideate in ambito italiano e fiammingo. Contrariamente alla norma italiana, il pittore non si cura eccessivamente della resa anatomica dei corpi, di consistenza bidimensionale, e tuttavia la potenza espressiva dei ritratti cranachiani si rivela davvero incisiva.
Oltre che nella vera e propria ritrattistica, rappresentata nella mostra da esemplari che dovevano mostrarsi del tutto fedeli al soggetto ritratto, sin nella rappresentazione dei difetti fisici (si veda l’evidenza conferita al “mento asburgico” nel ritratto di Carlo V), Cranach eccelleva anche nella “pseudoritrattistica”, ovvero nelle effigi di “tipi fisionomici” idealizzati, per i quali prese spunto dalle formule fiamminghe e borgognone, nonché dagli stimoli provenienti dall’Italia del nord.
Entrambe le tipologie, presentate in mostra, trovano un corrispettivo nei ritratti italiani qui accostati, dove parimenti la personalità del soggetto raffigurato viene ora affermata in chiave oggettiva (come ad esempio in Tiziano, Lorenzo Lotto e Bartolomeo Veneto), ora subordinata all’ideale di bellezza proprio dell’artista, come avviene nel caso del Ritratto di Dama con unicorno di Raffaello.
Tra i più celebri ritratti eseguiti a Wittenberg da Cranach vi sono le effigi di Martin Luther e della moglie, Katharina von Bora. Si tratta di autentiche icone della Riforma, che venivano riprodotte in centinaia di copie. Piu’ intimi, personali, sono invece i ritratti dei genitori del riformatore, rappresentati come persone semplici, ma dignitose, forti di una fede autentica.


Il volto dell’artista


I volti del potere

Il ritratto infantile ufficiale


Tra ritratto reale e immagine ideale: i volti femminili


Lutero e la sua famiglia

Confronti con il ritratto in italia