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I volti delle persone - I volti del potere: Ritratto postumo di Federico il Saggio

Il sovrano è ritratto a mezza figura davanti ad uno sfondo neutro verde muschio. Il capo, reso di tre quarti è coperto da una berretta nera, la barba e i capelli sono incanutiti e lo sguardo è rivolto al di fuori del quadro. Le sue mani sono chiuse e poggiate l’una sull’altra. Federico III (1463-1525) successe nel 1496 al padre Enrico e trasformò la città di Wittemberg in un fiorente centro culturale. Non si sposò ma ebbe dei figli e nonostante le simpatie per Lutero, rimase legato alla Chiesa di Roma. Il dipinto serviva a legittimare l’eredità del titolo di elettore e ricordare il “buon governo” dell’effigiato. L’epiteto di “saggio”, fu dato a Federico dai contemporanei grazie al suo governo a favore di un’educazione umanista, della protezione che godevano i suoi sudditi e alla difesa degli interessi del suo paese attento all’Europa e all’Impero. Fu maestro di diplomazia e di pace. Subito dopo la sua morte, il nuovo principe elettore Giovanni il Costante, commissionò a Cranach numerosi ritratti di suo fratello che uscirono dalla bottega dell’artista in forma di dittici e in produzione seriale dal 1532. I principi Sassoni vedevano in Cranach il propagandista ideale delle loro persone e della loro politica.