Menu1-1 Menu1-2 Menu1-3 Menu1-4 Menu1-5 Menu1-6 Menu1-7
Menu2-1 Menu2-3 Menu2-2 Menu2-3 Menu2-4 Menu2-7
 

 

 

Le immagini a stampa - Le tentazioni di sant’Antonio

La scena, iconograficamente diffusissima, è tratta dalla vita Antonii, biografia di sant’Antonio abate del 357, che la tradizione attribuisce al vescovo di Alessandria Atanasio.
Le tentazioni demoniache che il santo eremita subisce durante il suo isolamento vengono riassunte da Cranach in un’immagine che pone Antonio sollevato da terra di alcuni metri, a giudicare dall’albero in primissimo piano, circondato da numerosi mostri che lo tormentano conficcandogli le unghie nella pelle e tirandogli la barba e la veste. La grotta in primo piano può essere identificata con il luogo di romitaggio del santo o con la bocca dell’inferno, in cui i demoni vorrebbero trascinarlo; nella minuziosa e fantastica descrizione di questi esseri l’artista raggiunge vertici di virtuosismo naturalistico e tecnico, al punto da trasformarli nei veri protagonisti della composizione. L’incisione, datata 1506 e firmata con le iniziali LC in basso a sinistra, deve molto al precedente del 1475 di Martin Schongauer, in cui Antonio appare a mezz’aria, ma dal quale si differenzia per la posizione, lì frontale, qui sdraiata e diagonale, ma soprattutto per l’ambientazione. Nell’opera di Schongauer, infatti, la presenza della terra sottostante era solo accennata, mentre Cranach aggiunge al tema principale un tipico paesaggio nordico, che si urbanizza in maniera direttamente proporzionale ai piani in prospettiva: nel proscenio una zona selvaggia, che ben si sposa con il luogo in cui il santo pratica la sua vita da eremita, sul fondo, al di là di un fiume e del ponte che lo attraversa, un piccolo villaggio.