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Le immagini a stampa - Torneo sulla piazza del mercato

La scena cavalleresca è ambientata nello spazio chiuso di una piazza, in un documento grafico che testimonia il forte connubio tra i “giochi di guerra” e la comunità cittadina. I tornei raggiunsero, infatti, sin dal Medioevo una sfera simbolico-rituale percepita chiaramente nell’immaginario collettivo del tempo di tutta Europa. È per le sue caratteristiche sociali che la piazza del mercato, luogo privilegiato del Medioevo prima e del Rinascimento poi, diventò il luogo deputato per un torneo.
Cranach crea una scena di massa che vede un proliferare di figure partecipare all’evento come combattenti o come spettatori. Questi ultimi sono assiepati lungo il perimetro del campo di gara, delimitato da una staccionata, ma si sporgono anche dalle finestre e dai balconi delle case che prospettano sulla piazza. L’artista tedesco si sofferma su molteplici dettagli, raffigurando i membri di differenti classi sociali accorse per la giostra, identificabili per le diverse vesti, ma dando un ampio spazio anche ai suoni - in una sorta di incisione sinestetica - in qualche modo ravvisabili nelle figure di trombettieri sulla sinistra e nel metallo delle armature e delle lance a contatto. Di grande interesse la presenza della lettera “A”, inserita sulla destra, sul cavallo del cavaliere principale al fianco di una dama, da alcuni per questo interpretata come personificazione dell’Austria protetta da Massimiliano I, che si celerebbe nei panni dell’uomo a cavallo. Allo stesso imperatore, il cui interesse per l’arte della guerra è ben noto, e dal cui nome deriva persino una tipologia di armatura del tempo, appunto detta alla massimiliana, si deve il maggiore impulso dato ai tornei cavallereschi, considerati aspetto rilevante della rappresentazione del principe.
Cranach si mostra pienamente a suo agio nel trattare questo soggetto, una dimestichezza che appare confermata dai documenti che ci dicono come la sua bottega fu spesso chiamata in causa per realizzare decorazioni, attrezzi e apparati effimeri per giostre e tornei. Lo stesso maestro, peraltro, nel 1509 realizzò tre xilografie per illustrare un torneo svoltosi a Wittemberg l’anno precedente.
L’incisione è datata 1506.